Settimana dal 12 al 18 giugno
L’analisi di BMTI sui prezzi all’ingrosso ha rilevato anche questa settimana i principali movimenti del mercato ittico nostrano.
Nel comparto del pesce azzurro, dopo i rialzi della scorsa settimana le alici invertono la rotta nell’Alto Adriatico e in Sicilia, mentre nel resto d’Italia i listini tengono. In flessione anche le sardine a Venezia, Trieste, Palermo, Milano e Catania. Le alacce si confermano invece su posizioni invariate, sia nei prezzi sia nei volumi.
Dopo le oscillazioni dei giorni scorsi il mercato ritrova equilibrio per le seppie, che tornano a muoversi su livelli stabili nelle principali piazze, una tendenza che vale anche per i calamari, con prezzi e volumi in linea con quelli dell’ultimo periodo.
I lanzardi mostrano un andamento differenziato: in rialzo a Cagliari per il pescato locale, in calo a Catania. I suri cedono a Roma per il prodotto adriatico e a Torino per quello proveniente dal Mare del Nord. Gli sgombri si mantengono invece su posizioni stabili.
Per quanto riguarda i bivalvi, i lupini segnano un netto rialzo in diversi mercati chiave, tra cui Roma e Venezia. Per le altre specie prevale la stabilità, con un’unica eccezione a Trieste, dove le vongole veraci registrano un deciso balzo in avanti.
I rombi chiodati — sia allevati sia pescati — mantengono quotazioni stabili, anche se il pescato è presente solo in poche piazze. Anche i soasi si muovono in un quadro equilibrato, ma con differenze locali: a Roma i listini cedono leggermente, a Trieste si registra invece un rincaro più marcato.
Venendo ai salmonidi, il salmone allevato arretra a Venezia ma avanza a Torino, restando invariato nel resto d’Italia; i prezzi si mantengono comunque su livelli più alti rispetto all’anno precedente. Nessuna novità per la trota iridea, stabile su tutte le principali piazze nazionali.
Passando all’orata, pescato e allevato restano nel complesso stabili rispetto alla settimana precedente, ma non mancano variazioni locali: a Trieste spicca un netto rialzo per l’orata pescata, a Venezia si registrano variazioni repentine per il prodotto d’allevamento. Anche qui i listini si mantengono al di sopra dei livelli dello scorso anno.
Il gambero rosa locale segna aumenti consistenti a Venezia, Palermo e Genova, anche se solo su alcune pezzature, mentre a Roma i rincari sono più trasversali. Per gambero rosso e mazzancolle prevale la calma, con due eccezioni: deciso rialzo del primo a Cagliari e delle seconde a Venezia.
Nel segmento delle ostriche, la tendenza dominante è la stabilità, sia per le varietà piatte sia per quelle concave. Le uniche eccezioni emergono a Venezia e Cagliari, dove le ostriche concave registrano variazioni di prezzo più evidenti.
Per il branzino, le quotazioni tengono su quasi tutte le piazze italiane, sia per l’allevato sia per il pescato. Unica eccezione Venezia, dove si osservano oscillazioni mirate legate alla pezzatura e alla provenienza del prodotto.
Il nasello si mantiene perlopiù su livelli stabili, pur con qualche difformità locale. Il prodotto locale segna rialzi a Trieste e Cagliari, mentre a Roma e Palermo il movimento è opposto: netto calo per il pescato di origine adriatica.
Guardando ai tonnetti, il tonno rosso è in retromarcia: la piena stagione spinge l’offerta verso l’alto e fa scendere i prezzi in piazze di riferimento come Palermo, Venezia e Roma. Più disteso il quadro per le altre specie monitorate, con quotazioni e volumi che restano generalmente invariati.
Infine, il pesce spada chiude la settimana all’insegna della stabilità. Le sole note discordanti arrivano da Roma e Genova, dove si osservano moderati rincari legati alle dinamiche della domanda locale.