Aggiornamento settimanale sui prezzi dai mercati all’ingrosso

Settimana dal 10 al 16 luglio

Settimana di andamenti contrastati sui mercati ittici all’ingrosso: a una stabilità di fondo diffusa in gran parte dei comparti si affiancano rincari e flessioni legati alle dinamiche delle singole piazze.

Partiamo dal pesce azzurro, dove le alici seguono le dinamiche locali: quotazioni giù a Roma, Mugnano, Trieste e Palermo, in salita a Venezia e Porticello. Invertono la rotta le alacce, che rincarano a Roma, Palermo e Trieste, mentre le sardine tengono a livello nazionale nonostante aumenti marcati sui mercati di Trieste, Venezia e Porticello.

Poco mosso il fronte di seppie e calamari, con valori nel complesso fermi sulle principali piazze italiane e solo qualche oscillazione locale, al rialzo come al ribasso, dettata dai singoli territori e dall’andamento della domanda.

I lanzardi e i suri restano complessivamente stabili ma cedono con decisione a Roma e aumentano a Cagliari. Gli sgombri rincarano sensibilmente sulla sola piazza di Venezia, senza variazioni negli altri mercati.

Nel comparto dei bivalvi, i mitili seguono la domanda locale e salgono a Genova e Trieste, con i lupini su una dinamica analoga. Le vongole veraci restano stabili pur cedendo su piazze come Venezia, Cagliari e Milano; piena stabilità, infine, per fasolari e canestrelli.

Quanto ai rombi, i soasi arretrano a Trieste, Venezia e Salerno, mentre i chiodati pescati si muovono in direzioni opposte: giù a Milano, su a Venezia. Nessuno scostamento per il prodotto da allevamento, stabile in tutta Italia.

Passando ai salmonidi, le trote non registrano variazioni sulle piazze italiane. Il salmone d’allevamento flette a Milano e sale a Venezia e Cagliari a seconda di pezzatura e provenienza, confermandosi stabile nei restanti mercati nazionali.

Sul fronte dell’orata, il pescato tiene pur cedendo a Trieste e Salerno. Per l’allevato prevale la stabilità, con qualche eccezione: valori in flessione a Milano e in aumento a Venezia e, per il prodotto greco, sulla piazza di Roma; invariati altrove rispetto a sette giorni fa.

Movimentato il quadro di gamberi e mazzancolle: il gambero rosa cede a Salerno e Mugnano ma rincara a Roma, Palermo e Cagliari, mentre il rosso scende a Salerno e Cagliari e sale a Porticello, Palermo e Genova. Le mazzancolle confermano invece in pieno i valori della scorsa settimana.

Per il comparto delle ostriche, la varietà piatta resta su listini fermi, mentre la concava si muove, con forti rialzi a Venezia a fronte di flessioni a Trieste, Torino e Milano e prezzi stabili nel resto delle piazze nazionali.

Venendo al branzino, il pescato segna lievi rialzi a Venezia, Trieste e Milano e flette a Cagliari. L’allevato mostra una marcata instabilità sulla piazza di Venezia, con quotazioni in leggero aumento a Roma e in calo a Milano; tutto fermo negli altri mercati.

Molto variabile il nasello, condizionato da disponibilità e domanda locale: rincari decisi a Trieste, Torino e Palermo, mentre nel Centro-Sud la tendenza si ribalta, con cali anche marcati a Roma e Salerno.

Per i tonnetti prevale la stabilità in quasi tutte le piazze, con alcuni rincari locali: a trainare sono gli aumenti dell’alalunga sui mercati siciliani di Porticello e Palermo, cui si somma il rialzo del tonnetto striato a Catania.

Chiude il pesce spada, in aumento in importanti città portuali come Porticello, Venezia e Palermo: rincari che restano però isolati, con il resto d’Italia su valori invariati rispetto alla scorsa settimana.