Aggiornamento settimanale sui prezzi dai mercati all’ingrosso

Settimana dall’18 al 22 maggio

Per quanto riguarda il pesce azzurro, il prezzo delle alici dipende dalla domanda locale: a Trieste, Venezia, Roma e Palermo si registrano cali, mentre negli altri mercati prevalgono aumenti su quasi tutte le pezzature e provenienze. Alacce e sardine restano nel complesso stabili, con aumenti delle sardine a Trieste e Chioggia.

Le seppie costano meno nell’alto Adriatico, grazie a una buona disponibilità di prodotto, mentre sui mercati tirrenici i prezzi sono in crescita. Per il calamaro si osserva una lieve tendenza al rialzo, soprattutto per il prodotto più richiesto.

I lanzardi risultano in aumento, in particolare quelli di origine tirrenica. Lo sgombro italiano, sia tirrenico sia adriatico, mantiene prezzi stabili, mentre il prodotto estero diventa più caro. I suri scendono nei mercati dell’alto Adriatico.

Stabili i mitili, che peró aumentano a Cagliari e Trieste. La vongola verace si mantiene anch’essa stabile, con cali a Roma e Cagliari. Lupini e canestrelli risultano più variabili poiché legati all’andamento della domanda locale, mentre i fasolari restano fermi.

Il rombo chiodato di allevamento mantiene prezzi stabili. Il pescato è poco presente: si trova soprattutto a Venezia, dove il prezzo è in calo e a Milano, dove rimane stabile. In parallelo si osservano aumenti per i soasi, con rialzi a Roma, Trieste e Venezia, in quest’ultimo caso limitatamente al prodotto locale.

Guardando ai salmonidi, il salmone allevato vede prezzi in diminuzione, a causa di una domanda meno vivace. Le trote restano per lo più stabili: si notano lievi aumenti a Milano per i filetti e una leggera flessione a Venezia per il prodotto intero.

Nel comparto dell’orata, il prodotto allevato resta generalmente stabile, con lievi oscillazioni legate a taglia e provenienza su alcune piazze. Anche per il pescato i prezzi restano stabili quasi ovunque, con l’unica eccezione di Trieste dove si registrano cali.

Passando ai gamberi, il gambero rosa mantiene le quotazioni nella maggior parte dei mercati, con aumenti per il prodotto tirrenico a Mugnano e per la pezzatura grande adriatica a Venezia; cali invece a Chioggia e Cagliari per il prodotto locale. Il gambero rosso rimane stabile, con aumenti a Mugnano e Cagliari. I prezzi delle mazzancolle, meno disponibili, seguono l’andamento della domanda.

Per quanto riguarda le ostriche, l’ostrica piatta mantiene prezzi stabili. L’ostrica concava risente maggiormente della domanda: la pezzatura 66–85 del prodotto francese scende a Milano e Venezia, ma sale a Trieste. A Cagliari si registrano rincari per il prodotto spagnolo.

Per il branzino, il prodotto allevato presenta prezzi nel complesso stabili, con differenze legate a taglia e provenienza; fa eccezione Cagliari, dove il prodotto nazionale è in aumento. Il branzino pescato mostra, invece, rialzi più netti a Milano e Venezia, così come per il prodotto locale a Genova.

Il nasello di origine adriatica registra una decisa tendenza al rialzo, concentrata soprattutto sulle piazze di Roma, Venezia, Trieste e Milano. Nel resto del Paese la situazione è più tranquilla, con listini stabili, salvo Chioggia e Cagliari, dove il prodotto locale evidenzia lievi flessioni.

Guardando ai tonnetti, il clima è di sostanziale calma: le quotazioni non registrano grandi variazioni, con isolate eccezioni su un ristretto numero di mercati e prodotti.

Infine il pesce spada: il prodotto estero mostra un generale calo dei prezzi, pur senza un andamento uniforme tra le diverse piazze. Il prodotto nazionale tiene meglio, con quotazioni più solide e stabili nei principali mercati.