Settimana dal 13 al 17 aprile
L’analisi settimanale dei mercati ittici evidenzia un quadro fortemente condizionato dalle condizioni meteo avverse, che hanno limitato la disponibilità di pescato nazionale e influenzato le quotazioni sia sul versante Adriatico che su quello Tirrenico.
Al Mercato ittico di Trieste, si registra una minore disponibilità di prodotti nord-adriatici a causa del maltempo. Restano abbondanti le orate e le seppie, ma con quotazioni in rialzo; trend simile per naselli, palombi, rana pescatrice e pesce San Pietro. In controtendenza il pesce azzurro locale (alici, alacce e sardine), i cui prezzi tendono al ribasso, mentre le alici di importazione dal Portogallo mantengono quotazioni più elevate. Tra i crostacei, salgono i prezzi delle grancevole del Mare del Nord, mentre scampi e pannocchie restano stabili. Nei bivalvi, stabilità per cappesante e lupini, con un calo per la vongola verace allevata in Italia.
Il Mercato ittico di Roma risente pesantemente del mare mosso, con un’attività ridotta e prezzi tendenzialmente alti anche per il prodotto estero. Il comparto del pesce azzurro vede una buona presenza di sgombri e lanzardi spagnoli a prezzi competitivi, mentre le alici di lampara dell’Alto Tirreno spuntano prezzi sostenuti. Il maltempo spinge al rialzo le quotazioni di sogliole, code di rospo, pesci San Pietro e triglie di fango. Anche i crostacei tirrenici (scampi e gamberi rosa) risentono della scarsa disponibilità con prezzi elevati.
Per quanto riguarda i cefalopodi a Roma, la fine della stagione dei calamari e le limitazioni alla pesca dovute al maltempo fanno risalire i prezzi di moscardini, polpi e seppie. Sul fronte dei bivalvi, il fermo pesca tirrenico blocca telline e cannolicchi, lasciando spazio al lupino adriatico e portando a un leggero aumento per la cappasanta. Infine, nell’allevato, si registra una discesa dei prezzi per il salmone norvegese e la vongola verace, mentre si riassesta la spigola italiana grazie all’aumento delle importazioni dalla Grecia.