Anguilla

Conosciamo meglio la specie

  • L’anguilla appartiene alla famiglia delle Anguillidae. In Italia e in Europa è presente la specie Anguilla anguilla, diffusa nelle acque dolci dei fiumi, nelle acque salmastre e in tutti i mari europei, fra cui il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico.
  • Esistono altre varietà nel mondo, come l’Anguilla rostrata nel Nord America, l’Anguilla japonica nell’Oceano Pacifico Settentrionale, l’Anguilla australis in Australia e l’Anguilla bengalensis nell’Oceano Indiano Occidentale.
  • Tutte presentano un corpo serpentiforme, allungato e cilindrico, occhi piccoli e mandibola sporgente rispetto alla mascella, con una livrea che varia dal bruno scuro al nero a seconda della fase vitale.
  • La femmina, detta comunemente capitone, è molto più grande rispetto al maschio, detto anche buratello. Quest’ultimo raggiunge una lunghezza massima di 50 centimetri per circa 200 grammi di peso, mentre la femmina può raggiungere oltre il metro di lunghezza per superare i 2 chilogrammi di peso.
  • Può percorrere brevi tratti sulla terraferma, solitamente di notte o in presenza di pioggia, grazie al muco protettivo che riveste il corpo, mantenendolo umido e facilitandone lo scivolamento sul terreno.
  • Secondo i dati IUCN, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, l’anguilla è una specie a forte rischio d’estinzione.

Il ciclo vitale:

Il percorso inizia in autunno, quando gli esemplari adulti lasciano le acque dolci di fiumi e lagune per intraprendere una lunga migrazione verso l’Oceano Atlantico. La loro destinazione è il Mar dei Sargassi, dove avviene la riproduzione. In questo luogo, dopo aver deposto e fecondato le uova, gli adulti concludono il loro ciclo vitale.

Dalle uova schiuse nascono delle larve trasparenti, simili a piccole foglie, che vengono trasportate dalle correnti oceaniche per circa due anni. Solo al termine del primo anno iniziano la loro trasformazione, assumendo la tipica forma allungata e serpentiforme che conosciamo.

Durante la risalita verso le acque interne, l’ambiente circostante gioca un ruolo decisivo per determinare il sesso dell’esemplare:

  • le anguille che si stabiliscono nelle acque salmastre, vicino alla costa, diventano prevalentemente maschi;

  • quelle che decidono di risalire i fiumi spingendosi più a fondo nelle acque dolci diventano invece femmine.

 

 

L’allevamento

La produzione dell’anguilla segue oggi due modelli principali, distinti per tecnologia e tradizione:

  • allevamento intensivo: molto diffuso nel Nord Europa, utilizza vasche in cemento o vetroresina. In queste strutture l’acqua dolce viene riscaldata tra i 20 e i 26 °C per accelerare lo sviluppo biologico dei pesci e ottenere esemplari di taglia maggiore in tempi brevi;

  • vallicoltura tradizionale: tipica delle lagune dell’Alto Adriatico, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, prevede l’inserimento dei pesci in ampie aree naturali. La cattura avviene tramite i lavorieri, strutture fisse in muratura che selezionano le specie: le prime griglie trattengono branzini e orate, mentre le successive, a maglie più strette, sono riservate alle anguille.

La pesca e i suoi usi

La cattura dell’anguilla avviene tramite nasse, reti e lenze, principalmente alle foci dei fiumi dell’ Alto Adriatico.

L’anguilla è molto sensibile agli agenti inquinanti e al cambiamento climatico ed è messa in pericolo dalle barriere costruite nei fiumi, che ne impediscono la migrazione.

É un prodotto molto pregiato, con carni grasse e saporite. Attenzione: va consumata sempre cotta poichè nel suo sangue è presente una tossina emolitica, chiamata ittioemotossina, che perde la sua tossicità col calore.

In commercio si trova viva, essiccata, congelata, affumicata.

Il valore economico

Le quotazioni dell’anguilla nei mercati italiani non subiscono mai grosse fluttuazioni di prezzo, poiché si tratta prettamente di prodotto allevato, sempre disponibile alla commercializzazione. Si osserva, generalmente, un lieve rialzo delle quotazioni a ridosso delle feste natalizie, periodo in cui le anguille vengono tradizionalmente portate sulle tavole degli italiani.

Commercio import-export

Per quanto riguarda il commercio di anguille fresche, l’esportazione ha avuto una sua importanza fino alla fine degli anni ’90, per poi avere un rapido declino fino al 2011. L’importazione ha sempre avuto una certa importanza e vengono prevalentemente dall’Olanda e da altri paesi del Nord Europa.

 

Considerazioni e prospettive

L’anguilla europea attraversa attualmente una fase critica di conservazione, dovuta principalmente a tre fattori:

  • l’intensa attività di prelievo ittico effettuata nel lungo periodo;
  • la presenza di barriere artificiali che ostacolano la risalita dei fiumi;

  • la riduzione della sostanza organica nelle acque interne, conseguente al potenziamento dei sistemi di depurazione.

Sebbene l’allevamento aiuti a soddisfare la richiesta del mercato e a proteggere la specie, non è ancora possibile riprodurre l’anguilla interamente in cattività. Le particolari condizioni ambientali del Mar dei Sargassi sono infatti difficili da replicare artificialmente. Per questo motivo, l’attività degli allevamenti dipende ancora oggi dalla cattura in natura dei giovani esemplari.

Il futuro dell’anguilla dipende da rigorose politiche di salvaguardia, come la protezione dei piccoli (il novellame) e il miglioramento dei corsi d’acqua. Per queste ragioni, il consumo di questo prodotto richiede oggi una grande responsabilità da parte dei consumatori. Un prelievo eccessivo rischierebbe di compromettere la sopravvivenza della specie, rendendo necessari molti anni per ricostituire una popolazione stabile.