Conosciamo meglio la specie
- Mollusco cefalopode appartenente alla famiglia Loliginidae.
- Diffuso nell’Oceano Atlantico orientale e nel Mar Mediterraneo.
- Vive a profondità variabili, fino a 400 metri, avvicinandosi alle coste principalmente per la riproduzione
- Ha una forma conica allungata composta da un mantello che protegge gli organi interni, la sacca del nero e il “gladio“, una conchiglia interna trasparente.
- Dotato di robuste mandibole chitinose simili a un “becco di pappagallo”.
- Dispone di 10 braccia munite di ventose (8 uniformi e 2 più lunghe per la caccia), due pinne triangolari che percorrono circa i due terzi del mantello
- Si mimetizza grazie ai cromatofori.
- Mangia plancton, piccoli pesci, come le alici e crostacei.
Ciclo vitale
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Il calamaro è una specie a sessi separati e raggiunge la maturità sessuale intorno al terzo anno di età.
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Tra febbraio e luglio, gli esemplari si spostano verso le coste per riprodursi. Il maschio utilizza un tentacolo specializzato, chiamato ectotile, per fecondare la femmina.
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La femmina depone le uova in ammassi gelatinosi di forma tubolare, fissandoli in zone costiere protette e ben ossigenate.
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Dopo circa 3–4 settimane, nascono i piccoli calamari che, pur misurando pochi centimetri, presentano già una fisionomia molto simile a quella degli esemplari adulti.
Differenze con il totano
- Il calamaro presenta pinne laterali lunghe due terzi del corpo
- il totano ha pinne molto più corte e localizzate all’estremità posteriore.
Totano

Calamaro

La pesca
Le principali tecniche di pesca con cui vengono catturati i calamari coinvolgono sia l’utilizzo di reti quali lo strascico, le reti da circuizione o le reti da posta e anche lenze armate che vengono calate e salpate in rapida successione.
Ad oggi, il calamaro non può essere allevato ma viene esclusivamente pescato in mare. Il limite principale per l’allevamento è il carattere molto aggressivo di questi animali: se tenuti insieme in spazi ristretti, tendono infatti ad attaccarsi tra loro e a praticare il cannibalismo.
Il valore economico
Il valore economico del calamaro viene influenzato principalmente da 4 fattori:
- la taglia: individui più grandi spuntano prezzi più alti;
- la provenienza: viene ricercato maggiormente il pescato nazionale;
- la freschezza: il prodotto extra fresco riceve quotazioni superiori;
- l’attrezzo di pesca con cui viene catturato: alcuni attrezzi, come ad esempio le lenze, permettono di preservare maggiormente l’integrità dell’animale. Si ottiene così un prodotto dal valore medio di mercato più alto rispetto a quello dello strascico.
Consumi e usi alternativi
Il calamaro viene utilizzato nelle cucine di tutto il mondo per la preparazione di tantissimi piatti. Il commercio ittico è orientato prevalentemente sugli organismi congelati interi. É possibile trovarli anche selezionati in ciuffi, cioè solo la parte dei tentacoli o col mantello intero o sezionato ad anelli.
Considerazioni e prospettive
Il calamaro è un prodotto ittico particolarmente esposto al rischio di frodi alimentari, principalmente a causa della difficoltà nel distinguere le diverse specie.
Per garantire un acquisto sicuro, è importante saper valutare lo stato di freschezza del mollusco attraverso indicatori specifici:
- occhio lucente;
- mantello umido e luminoso;
- tentacoli ben saldi;
- sacca dell’inchiostro dai riflessi metallici;
- odore gradevole di mare.