Conosciamo meglio la specie
La carpa è un pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia dei Ciprinidi; è originaria dell’Europa orientale e dell’Asia, dove è stata allevata e selezionata per secoli sia per la facilità dell’allevamento che per le qualità nutrienti ed organolettiche delle sue carni.
La carpa ha il corpo di colore oro-marrone, appiattito sui lati, col dorso coronato da una lunga pinna dorsale. La bocca, allungabile e protrattile, facilita la presa del cibo sui fondali. Esistono diverse varietà di carpa, frutto della selezione operata nel corso dei secoli.
Carpa comune
La carpa comune è presente in Italia in due varietà, le cui differenze sono dovute alla presenza o meno delle squame: la forma originaria della carpa è denominata “a squame” ed è caratterizzata da squame grosse e uniformemente distanziate.
Carpa a specchi
La carpa a specchi è facilmente riconoscibile per le poche squame distribuite in maniera irregolare. Una carpa può raggiungere un peso di 30 kg e una taglia pari o superiore a un metro. In Italia vivono due varietà, le cui differenze sono per la presenza o meno delle squame.
Carpa koi
La carpa koi è una varietà giapponese con un utilizzo anche ornamentale. Hanno colori intensi e il loro commercio ha avuto un notevole sviluppo negli ultimi anni.
L’allevamento
Le carpe venivano allevate fin dall’epoca romana, ma fu solo nel Medioevo che la carpa cominciò ad essere allevata nelle acque di superficie in tutta Europa.
L’allevamento attuale della carpa è in genere semi-intensivo, in quanto può essere allevata in monocoltura o in policoltura.
- La carpa si riproduce in avannotterie, poi le uova si schiudono e le larve sono trasferite in vasche poco profonde o stagni alimentati con plancton
- In seguito, oltre al plancton, i pesci ricevono un’alimentazione aggiuntiva, come farina di cereali o varie miscele di mangimi
- In autunno sono trasferite in uno stagno più profondo per lo svernamento dove, se le temperature non sono troppo basse, restano fino alla primavera
- Durante i mesi più freddi, le carpe si nutrono poco o per niente e la primavera successiva vengono stabulate in vasche di estivazione
- Nella primavera del 3° anno vanno in stagni di ingrasso
- Il prelievo avviene in autunno e avviene in base alla taglia. Gli esemplari prelevati sono destinati alla riproduzione o commercializzati.
Per ottenere una taglia adeguata alla commercializzazione, che in genere va dai 30 ai 50 cm di lunghezza per un peso compreso tra 1,5 e 3 kg, sono necessari solitamente 3 o 4 anni.
Il consumo
La carpa è prevalentemente consumata nell’Europa continentale e orientale ed è uno dei cibi tradizionali del periodo natalizio. Normalmente viene lasciata in acqua dolce pulita per alcune settimane per migliorarne il gusto prima della commercializzazione. Tuttavia, la produzione di carpe avviene in tutto l’arco dell’anno sia per il consumo diretto che per ripopolare le acque per la pesca sportiva.
Il sapore della carpa dipende dalla qualità e delle caratteristiche dell’acqua in cui viene allevata, infatti la stabulazione in acque correnti e pulite evita il caratteristico sapore di fango. Il sapore del pesce è dato dalla molecola geosmina, prodotta da microorganismi che popolano il terreno e il fango dei fondali.
La produzione di carpe
Il consumo di carpe in Italia si è mantenuto per secoli abbastanza elevato e legato alle attività del mondo rurale, in quanto fino alla fine degli anni ‘60 risultava di una certa consistenza soprattutto in Val Padana, nelle zone pianeggianti ricche di canali e fiumi, come le valli dell’Arno e del Tevere, e nei centri abitati vicini a laghi non molto profondi come il lago Trasimeno. Oggi vengono ancora consumate in Lombardia e Piemonte.
All’estero, i principali produttori si trovano in Asia orientale, soprattutto in Cina e Taiwan. Nel continente europeo viene principalmente allevata nei paesi dell’Europa orientale e centrale ed il principale produttore è la Russia. Nell’Unione Europea, i principali produttori sono anch’essi paesi centro orientali, in particolare la Polonia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria.
Il valore economico delle carpe
Nel corso degli ultimi anni l’incremento dell’immigrazione dall’Europa orientale e dall’Asia ha fatto sì che i consumi di carpe tornassero ad aumentare; la carpa ha inoltre un costo piuttosto limitato. Nel mercato di Chioggia, un mercato che funge da collettore sia per i prodotti pescati nel delta del Po che per gli allevamenti estensivi delle valli venete e emiliane, emerge una certa disponibilità soprattutto nei mesi primaverili. Durante gli altri periodi dell’anno i volumi venduti si mantengono su livelli più o meno costanti, con interruzioni in autunno e inverno. I prezzi risultano sempre correlati alle quantità vendute.
Prospettive e considerazioni
La carpa è poco considerata nel commercio, tuttavia sarebbe opportuno migliorare la consapevolezza delle sue qualità organolettiche e la possibilità di trattare le carni con marinature volte all’eliminazione degli aromi sgradevoli legati all’habitat in cui vivono. La carpa, come anche la tilapia, avendo un buon indice di conversione degli alimenti e potendo essere alimentate con mangimi di provenienza prevalentemente vegetale, può rappresentare una interessante alternativa ad altri pesci di allevamento carnivori.