Conosciamo meglio la specie
- Le cozze fanno parte della famiglia dei molluschi bivalvi
- Si riconosce per la caratteristica colorazione nero-violacea
- L’allevamento è una pratica antichissima.
- La specie più diffusa in Italia è la Mytilus galloprovincialis. Esiste anche la cozza pelosa o modiola (Modiolus barbatus), apprezzata soprattutto in Puglia, che viene direttamente prelevata in natura, con un valore commerciale tre volte superiore
- Raggiungono la dimensione commerciale di almeno 5 cm in 13-15 mesi.
- Sono utilizzate nel “mussel watch” come bioindicatori per monitorare l’inquinamento delle acque.
L’allevamento
La mitilicoltura è praticata attraverso due principali sistemi:
Sistemi a pali fissi: usati in zone lagunari o costiere riparate.
Sistemi su filari galleggianti (Long-line): Usati in mare aperto.
Gli allevamenti inoltre sono classificati per classi sanitarie:
- Classe A: prodotto fresco destinabile direttamente al consumo.
- Classe B: Richiede un breve periodo di stabulazione (depurazione).
- Classe C: Richiede una stabulazione prolungata (oltre 2 mesi).
La produzione
La produzione UE è dominata dalla Spagna (66% nel 2023), seguita da Italia (24%) e Grecia (8%).
Dal 2018 ad oggi la produzione UE è diminuita a causa dell’aumento delle temperature. Infatti, il caldo può provocare le morie negli allevamenti e la mancanza di piogge invernali può altresì provocare la mancanza di accrescimento da parte del mollusco
La produzione nazionale è generalmente stabile (tra 50.000 e 70.000 tonnellate dal 2005), ma anche questa risente delle variazioni climatiche.
Il valore economico
La qualità ha una forte influenza sul prezzo, infatti, le quotazioni maggiori si registrano per il prodotto allevato ad Arborea in Sardegna.
A causa del forte caldo del 2024, le quotazioni hanno raggiunto livelli record nel 2025. Il prodotto nazionale è commercializzato in primavera ed estate, mentre l’offerta autunnale e invernale è prevalentemente spagnola.
Commercio import-export
Importazioni
Le importazioni sono sempre state superiori alle 25.000 tonnellate annue. La Spagna è il primo fornitore (71%).
I dati analizzati indicano un aumento del 46,8% in volume e del 14,2% in valore nelle importazioni complessive nel periodo che va da gennaio a maggio 2025
Esportazioni
Le esportazioni di prodotto fresco hanno registrato un calo significativo: nel periodo gennaio-maggio 2025, il volume è diminuito del 39,9%. Le principali destinazioni del prodotto italiano sono la Francia e la Spagna
Consumi e usi alternativi
Le cozze sono povere di grassi e ricche di Omega-3. I consumi nazionali si mantengono su livelli elevati (quasi 30.000 tonnellate sll’anno). Ma la cozza non si mangia solamente, i gusci (carbonato di calcio) vengono valorizzati per la produzione di materiali da costruzione (cementi e malte sostenibili) e come fotocatalizzatori.
Considerazioni e prospettive
Il riconoscimento della qualità tramite denominazioni di origine (come Arborea e Scardovari DOP) è una prospettiva per per aumentare gli spazi di mercato e il valore del prodotto
A causa del cambiamento climatico e dell’innalzamento delle temperature (specie nei mari “chiusi” come l’Adriatico), è probabile che in futuro si farà sempre più ricorso alle cozze provenienti da allevamenti atlantici.