Nasello

Conosciamo meglio la specie

Il nasello europeo, detto anche nasello o merluzzo (Merluccius merluccius), è un pesce osseo d’acqua salata appartenente alla famiglia dei Merlucciidae. Vive nel Mediterraneo, nel Mar Nero e anche sulle coste dell’Atlantico Nord Orientale. Può vivere più di 20 anni e avere una lunghezza di oltre 1,5m e i 10kg.

Caratteristiche:

  • Ha un corpo allungato e slanciato, una bocca con i denti acuminati e la mandibola inferiore più pronunciata.
  • La pinna dorsale anteriore è piccola e triangolare, mentre quella posteriore è lunga fino alla zona caudale, con la sezione finale rotondeggiante.
  • Simmetrica e molto simile alla pinna posteriore, anche la pinna anale.
  • Il corpo termina con una pinna caudale troncata.
  • Ha una livrea nella parte superiore grigio cenere, lateralmente è grigio chiaro e il ventre è bianco argentato.

Si trova spesso sui fondali sabbiosi da pochi metri di profondità fino ad oltre 400 metri. È inoltre una specie gregaria, un predatore notturno molto vorace. Grazie anche ai suoi denti affilati si nutre di piccoli pesci, crostacei e molluschi. È comune, per la sua voracità, il cannibalismo.

Ciclo vitale

La maturazione sessuale avviene all’incirca a 4 anni di età per i maschi maschi e 7 per le femmine, con un corpo che raggiunge anche 1,5kg di peso per oltre 60cm di lunghezza. Il periodo riproduttivo va dall’inverno, novembre/dicembre, fino a fine primavera.

In questo periodo le specie si avvicinano alle coste per l’accoppiamento e la deposizione delle uova in acque libere. Dalla deposizione, la schiusa avviene circa 1 settimana dopo e gli avannotti si aggregano e scendono sul fondale.

 

La pesca

Il nasello è una specie ittica molto ricercata soprattutto nell’Europa meridionale, in particolare in Spagna e in Italia. L’attività di pesca intensiva avviene con reti a strascico, reti da posta e palangari, quest’ultimo per gli esemplari più grandi.

Essendo animali gregari è molto facile riuscire a catturare un intero branco. La taglia minima per la cattura è di 20 cm. Per preservare questa specie ittica sono state istituite delle Zone di Tutela Biologica, come la Fossa di Poma nell’Adriatico centrale.

I suoi usi

Le carni bianche del nasello sono molto delicate, saporite e altamente digeribili con un buon apporto di sostanze nutritive, con molte proteine e bassissima presenza di carboidrati, lipidi e colesterolo. Per queste sue caratteristiche è impiegato nella dieta degli infanti e per lo svezzamento.

Si presta molto bene a diverse ricette, dalla cottura a vapore, bollito e al forno; intero, a tranci e soprattutto sfilettato. È uno dei principali componenti della frittura di paranza, da qui la particolare attenzione verso la cattura di specie di taglia piccola.

La produzione

Il nasello è soggetto alla pesca intensiva e viene catturato in elevate quantità. Sul finire degli anni ’90 e l’inizio 2000 la pesca di questa specie è diminuita e le catture si sono concentrate nell’Africa meridionale.

L’eccessivo sfruttamento dei mari africani ha riportato le flotte pescherecce a concentrare la loro attività prevalentemente nell’Atlantico nord-orientale.

In Italia, le catture di questo pesce si sono mantenute elevate negli anni e più della metà delle catture nazionali si svolgono nel Mar Adriatico.

Consumi

I consumi sono diminuiti negli anni a causa, principalmente, della minor abitudine a mangiare pesce con elevata presenza di spine e del sempre maggior impiego nella ristorazione commerciale e collettiva di specie di merluzzo proveniente dai mari africani che vengono commercializzati in filetti surgelati.

 

Prospettive e considerazioni

E’ molto soggetto alla pesca intensiva, anche se negli ultimi anni, l’interesse da parte del consumatore risulta in calo. Una notevole criticità nella gestione dello stock ittico è rappresentata dall’utilizzo prevalente di pesca a strascico, molto poco selettiva nei confronti degli esemplari più giovani. Per preservare questa specie occorre attuare stringenti politiche di salvaguardia e valutando la creazione di nuove aree di riproduzione. Allo stato attuale l’unica strategia di gestione per questa risorsa è quella del controllo ambientale. Come per altri prodotti della pesca a strascico, può essere opportuno incrementare la capacità di surgelazione dei prodotti.