Orata

Conosciamo meglio la specie

  • L’orata è un pesce semplice da pescare perché vive in prossimità delle coste.
  • Il suo nome deriva dalla tipica banda dorata situata tra gli occhi.
  • Si nutre di molluschi e crostacei, utilizzando una dentatura robusta per frantumarne i gusci.
  • Con l’aumento della domanda in epoca romana, la sola pesca nel Mediterraneo divenne insufficiente, portando allo sviluppo di tecniche di allevamento, già dal 200 a.C., in lagune e vasche costiere.
  • Essendo un pesce molto pregiato, i patrizi romani facevano costruire peschiere private collegate al mare per garantirsi un approvvigionamento esclusivo.
  • Le tecniche di allevamento sono rimaste pressoché invariate per secoli; la vera svolta tecnologica è avvenuta solo negli anni ’80 con l’introduzione delle vasche in mare aperto.
Illustrazione scientifica di un'orata Sparus aurata, caratterizzata dalla tipica banda dorata tra gli occhi, importante risorsa dell'acquacoltura italiana.

Ciclo vitale:

  • Nasce in mare aperto, da ottobre a dicembre.
  • In primavera si sposta verso la costa per l’estate, tornando al largo in autunno.
  • Vive solitamente entro i 50 metri di profondità.
  • È un pesce ermafrodita proterandrico; nasce maschio e cambia sesso diventando femmina verso i 2-3 anni di età.
  • È diffusa nel Mediterraneo e nell’Atlantico settentrionale.
  • La sua presenza diminuisce nel Mare del Nord poiché non tollera temperature inferiori ai 4°C.

Pesca e allevamento

L’orata viene pescata soprattutto con metodi artigianali come lenze e reti ma oggi il suo allevamento è molto diffuso in Italia e nel Mediterraneo grazie al grande sviluppo tecnologico iniziato negli anni ’80 che ha permesso di produrre pesci piccoli in grandi quantità. Solitamente questo pesce raggiunge il peso di vendita di circa 300-400 grammi in un anno, anche se i tempi cambiano in base al metodo scelto: l’allevamento estensivo e semintensivo può richiedere fino a due anni, mentre quello intensivo è molto più rapido. Quest’ultimo è il sistema più comune e utilizza principalmente due tecnologie: le vasche a terra, dove l’acqua più calda permette una crescita veloce in soli 10 mesi, oppure le gabbie in mare aperto, che costano meno ma richiedono circa un anno di tempo perché le temperature dell’acqua sono più basse.

Consumi

Le caratteristiche del prodotto di allevamento e del prodotto di cattura sono notevolmente differenti sia da un punto di vista organolettico che nutrizionale. Indicativamente, il prodotto di cattura ha un minore contenuto di grassi e Omega 3; inoltre, essendo pescato con attrezzi selettivi, normalmente presenta dimensioni piuttosto elevate. Questo va ad incidere anche sulle quotazioni, rendendo ancora più alto il prezzo dell’orata pescata.

Considerazioni e prospettive

L’acquacoltura sta crescendo costantemente e l’orata ne è una delle protagoniste principali, con l’arrivo imminente di nuove certificazioni nazionali per garantire la sostenibilità dei prodotti. Una maggiore varietà nell’offerta, grazie a tecniche di pesca migliori e alla valorizzazione dell’allevamento estensivo, permetterà ai consumatori di avere più scelta e interesse verso questo pesce. Attualmente si nota una forte richiesta di filetti, un mercato che potrebbe espandersi ancora di più grazie a tecnologie avanzate per la pulizia e la conservazione del pesce. Infine, si stanno diffondendo sempre di più anche prodotti già lavorati e pronti all’uso, come i filetti sott’olio, quelli precotti sottovuoto o già conditi.