3 aprile
3 aprile –L’analisi settimanale dei mercati ittici di Trieste e Roma evidenzia una fase caratterizzata da una disponibilità di prodotto non elevata, con dinamiche di prezzo influenzate dall’ingresso di nuove produzioni stagionali e variazioni nelle taglie disponibili.
Al Mercato ittico di Trieste, l’attività è regolare nonostante un sensibile calo dell’offerta. Prevalgono i prodotti nord-adriatici, con orate e sogliole molto abbondanti e prezzi stabili. Nel comparto del pesce azzurro, le sardine registrano un netto rialzo, mentre le alacce flettono leggermente; le alici tirreniche, di taglia maggiore, spuntano prezzi più alti rispetto a quelle adriatiche. Si segnala inoltre il ritorno dei latterini (prezzo stabile) e delle ombrine, più care perché di grossa taglia. Tra i cefalopodi, le seppie restano abbondanti con prezzi stabili, mentre per i bivalvi si registrano rincari per cappesante e murici, a fronte di un calo per tartufi e vongole lupino. Nell’allevato, aumentano i prezzi di orate e branzini croati.
Il Mercato ittico di Roma si presenta sottotono, con una disponibilità limitata che spinge al rialzo i cefalopodi (seppie, polpi e moscardini) e i naselli. Forte ribasso invece per i bivalvi: l’entrata nel vivo della produzione italiana di mitili ha scalzato il prodotto spagnolo, mentre calano le quotazioni di vongole veraci e fasolari. Per il pesce azzurro, si registra una bassa domanda per le alici, mentre resta vivace il mercato di lanzardi e sgombri.
In ambito crostacei, a Roma si rileva un calo per i gamberi rosa e rossi, mentre gli scamponi tendono al rialzo. Si segnalano inoltre rincari decisi per le triglie (sia di fango che di scoglio) e una buona richiesta per il soaso. Infine, mentre la gallinella estera flette nelle quotazioni, il prodotto nazionale mantiene prezzi elevati. Restano stabili, su entrambe le piazze, i comparti del congelato e del trasformato.