Scampo

Conosciamo meglio la specie

  • Crostaceo decapode marino appartenente alla famiglia dei Nephropidae, a cui appartiene anche l’astice.
  • Diffuso nell’Oceano Atlantico orientale e nel Mar Mediterraneo.
  • Predilige soprattutto fondali fangosi dove si nascondono durante il giorno creando delle tane o rifugiandosi tra le rocce, per uscire di notte a caccia di piccoli invertebrati e piccoli pesci.
  • Vive tra i 20 e gli 800 metri di profondità.
  • Non ha una grande adattabilità ambientale, per questo si trova particolarmente in habitat ricchi di limo e argilla, tipico soprattutto dell’alto Adriatico.
  • Il corpo presenta un carapace di colore rosa-arancione sul dorso e biancastro sul ventre, con 10 appendici.
  • Due grandi chele molto lunghe e seghettate deputate principalmente alla cattura delle prede.
  • Può raggiungere i 25 cm di lunghezza e vive anche fino a 15 anni.
  • Nei primi anni di vita effettua anche due volte all’anno la muta del carapace per poi in età adulta mutare ogni tre anni.
  • È un organismo molto sensibile agli attacchi di parassiti come l’Hematodinium, che inibisce il cambio del carapace e rende più vulnerabile l’animale.

Ciclo vitale:

  • I maschi si distinguono solitamente dalle femmine per un corpo dalla forma più allungata.
  • La riproduzione è sessuale e avviene tipicamente tra la stagione estiva e quella autunnale.
  • Il maschio feconda le uova presso il ventre della femmina; queste, essendo molto adesive, rimangono attaccate alla zona caudale della madre per tutto il periodo dell’incubazione.
  • La schiusa dipende fortemente dalla temperatura dell’acqua. Sbalzi termici eccessivi possono causare ritardi o addirittura il salto dell’intero ciclo riproduttivo.
  • Alla schiusa vengono rilasciate larve planctoniche che, attraverso una serie di trasformazioni e mute, raggiungono lo stadio adulto.
  • Dopo ogni muta, l’esoscheletro rimane morbido per un periodo, rendendo l’esemplare molto vulnerabile ai predatori e ai suoi simili, a causa del forte istinto di cannibalismo tipico della specie.

La pesca

Lo scampo viene intensivamente pescato nell’Oceano Atlantico, particolarmente in Islanda e Norvegia. La pesca più intensa nei nostri mari avviene nell’Alto Adriatico. La cattura avviene prevalentemente tramite reti a strascico e rapidi (sfogliare).

Possono essere pescati anche con metodi più ecosostenibili, tipici della piccola pesca artigianale, in particolare le reti da posta e le nasse.

Lo scampo non risulta classificato tra le specie a rischio estinzione ma gli elevati quantitativi prelevati annualmente possono determinare notevoli riduzioni di stock. Per questo, in alcune aree di pesca dell’Oceano Atlantico settentrionale, sono state definite delle limitazioni sia quantitative che relativamente alle dimensioni degli esemplari pescabili.

È una specie ittica che non presenta particolare stagionalità per cui è reperibile tutto l’anno.

 

I suoi usi

Lo scampo ha carni delicate e ottime proprietà nutritive: è ricco di proteine e sali minerali e contiene pochissimi grassi. Si può mangiare sia cotto che crudo, in questo caso deve essere prima abbattuto in freezer per sicurezza ed è perfetto per antipasti, cocktail di crostacei o per condire i primi piatti.

In commercio si trova sia fresco che surgelato; spesso il prodotto surgelato direttamente a bordo dei pescherecci è persino migliore di quello fresco per qualità. Per legge, nel Mediterraneo si possono pescare solo scampi lunghi almeno 7 cm, misura presa dagli occhi all’inizio della coda.

Infine, quando li acquisti, noterai che sono divisi per dimensione in base al numero di pezzi per chilo: ad esempio, una confezione con la scritta “21-30” contiene molti scampi piccoli, mentre una “8-12” ne contiene pochi ma di dimensioni molto più grandi.

Il valore economico

Nei mercati all’ingrosso italiani si trovano sia scampi dei nostri mari che scampi provenienti dal Nord Atlantico. Quelli del Mediterraneo si riconoscono perché hanno un colore più acceso e un profumo più intenso.

Il prezzo degli scampi mediterranei cambia spesso durante l’anno, soprattutto in inverno, quando il mare mosso rende la pesca più difficile. Sebbene se ne pescano sempre molti, quelli che arrivano dal Mar Tirreno costano solitamente un po’ di più rispetto a quelli dell’Adriatico, perché nel Tirreno se ne pescano quantità molto più basse.

Considerazioni e prospettive

Attualmente non è possibile allevare lo scampo, principalmente perché questi animali tendono a mangiarsi tra loro. Poiché è un prodotto molto richiesto, esiste un forte rischio che la quantità di scampi in mare diminuisca troppo.