Aggiornamento settimanale sui prezzi dai mercati all’ingrosso

10 aprile

10 aprile – L’analisi settimanale dei mercati ittici evidenzia una situazione vivace, caratterizzata da una buona varietà di pescato locale e dinamiche di prezzo influenzate dalle festività e dalle disponibilità stagionali.

Al Mercato ittico di Trieste, l’attività è regolare con una spiccata abbondanza di prodotti nord-adriatici. Si registrano prezzi in calo per seppie, orate, pagelli e sardine, così come per sogliole, gallinelle, triglie e ombrine. In controtendenza i branzini, disponibili solo in taglia grande e dunque più costosi, e le alici di importazione (Portogallo), quotate a prezzi superiori rispetto al prodotto nazionale. Tra i crostacei e molluschi, calano i prezzi di calamari, cappesante, murici e grancevole, mentre le vongole lupini di provenienza croata presentano quotazioni più elevate. Stabilità diffusa, invece, per i comparti dell’allevato e del trasformato.

Il Mercato ittico di Roma si presenta calmo, pur con un lieve incremento di attività legato al periodo festivo. Il pescato locale di paranza mantiene prezzi stabili, ma si segnalano forti rincari per il prodotto estero (sogliole, soasi e scorfani) e per specie come dentici e spinaroli. Se le alici mantengono listini stabili, i naselli restano poco presenti e con prezzi elevati. Dinamiche opposte per le triglie: rincara il prodotto tirrenico piccolo, mentre cala la pezzatura maggiore adriatica. In aumento anche rana pescatrice, saraghi e suri, a fronte di un calo per il pesce sciabola e gli occhiverdi.

Nel comparto crostacei e molluschi di Roma, si osserva un calo per gambero rosso, scampi, moscardini e granchio blu, con una spiccata convenienza per le seppie, molto abbondanti sia dal Tirreno che dall’Adriatico. Infine, il fermo biologico sul versante tirrenico ha bloccato la pesca di telline e cannolicchi, causando di riflesso un aumento dei prezzi per il lupino adriatico, mentre calano le quotazioni dei lumachini.